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Gita a Loreto

Osimo e Loreto. Sono state queste le due mete dell’uscita di alcuni genitori dei nostri ragazzi, giunti quasi al termine del secondo anno di cammino e confronto sul Vangelo di Gesù (Profumo di casa, Parola di vita!). Dopo l’affascinate avventura dei due discepoli di Emmaus, narrata dall’evangelista Luca, abbiamo voluto condividere la nostra storia, la nostra vita e le domande relative con la storia del Padre misericordioso e dei figli difficili narrata come parabola dallo stesso evangelista: era nostro interesse infatti capire quale volto avesse il Dio di Gesù Cristo e come questo volto, scoperto come misericordioso, si ponesse di fronte alla sofferenza ed ai limiti dell’esistenza umana, come la disabilità ed il peccato. - Osimo è una sorridente cittadina delle colline marchigiane, custode del corpo e della spiritualità di un grande santo del 1600, san Giuseppe da Copertino, conosciuto come il “santo dei voli” per la sua stravagante modalità di elevarsi da terra di fronte all’Eucaristia e alla presenza della vergine Maria. San Giuseppe, nato a Copertino, è anche conosciuto come il “santo degli studenti” per il modo miracoloso con cui ha affrontato e superato gli esami di ammissione per il sacerdozio. Particolari le sue massime popolari… In una affermava: “Amore e carità è una gran felicità. Carità non ricercata Iddio l’ha ispirata. Chi ha la carità è ricco e non lo sa. Chi non ha la carità ha una grande infelicità. Chi non ha la carità è matto e stolto e non lo sa”. Calorosa l’accoglienza di p. Giulio Berrettoni, già Custode sel Sacro Convento di Assisi e familiare la celebrazione eucaristica di fronte al corpo del santo.
- Loreto è custode della casa di Maria a Nazaret, dunque reliquia perché è ciò che resta della dimora nazaretana di Maria, ma anche icona perché si fa specchio che riflette ineffabili verità di fede e rinfrange luce su alti valori di vita cristiana. E’ il luogo dell’annuncio dell’angelo a Maria, dunque dell’incarnazione del Verbo: qui il Verbo si è fatto carne! E’ per questo che Giovanni Paolo II ha parlato di Loreto come “prima ed esemplare chiesa domestica della storia” precisando che essa “ridesta il senso della santità della famiglia, prospettando di colpo tutto un mondo di valori, oggi così minacciati, quali la fedeltà, il rispetto della vita, l’educazione dei figli, la preghiera che le famiglie cristiane possono riscoprire dentro le pareti della Santa Casa”. Abbiamo affidato a Maria noi, le nostre famiglie, la grande famiglia dell’Istituto Serafico, tutte le famiglie particolarmente provate dalla sofferenza: “O Maria Immacolata, rinnovo nelle tue mani le promesse del mio battesimo”.