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Il Vescovo incontra il Personale

Nella suggestiva cornice della Sala Romanica del Sacro Convento il vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino, ha incontrato tutto il personale dell’Istituto Serafico in occasione dell’apertura del nuovo anno pastorale.
Nel suo intervento si è soffermato in modo particolare su due aspetti sostanziali della vita dell’Istituto: il Serafico inserito nel cammino della Chiesa di Assisi e la sua organizzazione interna.Questo Ente così particolare è un luogo privilegiato di ascolto della sofferenza e allo stesso tempo, di evangelizzazione.  E’ in questo dolore che Dio ha scelto di incarnarsi, è questo il luogo privilegiato in cui si manifesta. Sottolineando l’atteggiamento da tenere nei confronti dei sofferenti e dei poveri, il vescovo ha ricordato che, prima di essere aiutati, i poveri vanno ascoltati. I poveri sono, infatti, l’immagine di Dio e dunque luogo e strumento di evangelizzazione.Ma l’Istituto Serafico e’ anche luogo di Amore. Il Serafico ha bisogno oggi di grandi professionalità, ma non è possibile essere professionisti al Serafico senza scegliere di condividere l’Amore che sta a fondamento dell’opera e, di conseguenza, essere coerenti con questa scelta d’Amore. Il vescovo ha esortato il personale a riappropriarsi della propria fede che è l’incontro con un Dio che si è incarnato nella nostra umanità.“Il vostro servizio fatto con amore ai ragazzi – ha proseguito il vescovo - è missione. Per questo occorre essere coerenti all’ideale del fondatore, pur nella fatica e nel limite che ogni uomo ha.”L’operatore del Serafico è dunque anche un missionario: dopo essere stato evangelizzato dai ragazzi, diventa egli stesso strumento di evangelizzazione nella misura in cui accoglie e riconosce nei sofferenti il luogo della manifestazione di Dio e della sua Parola. Questa missione si rende visibile nella testimonianza offerta nel proprio servizio, aprendo la porta del proprio cuore e lasciando che  l’Amore lo trasformi. A tale riguardo il vescovo ha usato un’espressione forte: “Per obbligarti ad amare, Dio si è incarnato nelle persone che hanno più bisogno di amore: i sofferenti.” Questo compito così grande ci potrebbe spaventare al pensiero di non esserne all’altezza ma Dio è misericordia e anche nell’errore ti affianca e ti aiuta a rialzarti; richiede solo il tuo impegno nel desiderare di non ricadere nei medesimi errori.
Per quanto riguarda l’organizzazione interna,  il vescovo ha ringraziato gli amministratori di oggi e di ieri che hanno lavorato per portare l’Istituto al livello attuale, senza tradirne la missione.Ha poi voluto annunciare ai presenti alcune sottolineature e modifiche allo Statuto dell’Ente e, conseguentemente, all’organigramma dell’Istituto. “Questo – ha specificato -  non per tracciare un nuovo disegno, quanto per ricalcare e meglio evidenziare quello esistente”.
Rinnovando la sua fiducia al Presidente, dott. Gino Brunozzi, ha annunciato che vi saranno alcuni avvicendamenti nell’ambito del Consiglio di Amministrazione e ha comunicato  la nomina di Giocondo Leonardi a direttore generale.
Nel dialogo seguito al discorso, il vescovo ha voluto raccogliere alcuni suggerimenti e proposte da parte del personale, sottolineando l’importanza del confronto dal basso. “ Se voi non mi aiutate a vedere meglio, io vedo soltanto quello che vedono i miei occhi!”
Ha concluso l’incontro ringraziando le suore Terziarie Elisabettine di Padova che per 60 anni hanno svolto un prezioso servizio ai ragazzi del Serafico, e le Suore Elisabettine Bigie, che da pochi mesi le hanno sostituite e che sono già è entrate nel cuore di tutti al Serafico.