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Accesso Riservato

Odontostomatologia Riabilitativa

La storia inizia 6 anni fa, quando il 14 dicembre 2004 la Dott.ssa Manuela Fraschini prende l’incarico di dentista specialistica per i ragazzi dell’Istituto Serafico. L’ambulatorio si configura come un “polo” con funzioni plurime. Tra le tante attività si evidenzia lo screening ed il follow-up di tutti i ragazzi che afferiscono o risiedono presso l’Istituto, permettendo un controllo periodico del loro stato di salute orale, e la valutazione in equipe medica della fattibilità di un percorso riabilitativo sia della funzione masticatoria che deglutitoria, associando una coordinazione neuro-occlusale e occlusale-posturale del singolo paziente. La Dott.ssa Manuela Fraschini, ci racconta la sua attività.  “Il mio lavoro innanzitutto è quello di controllare tutti i ragazzi, anche solo per una semplice pulizia del cavo orale, in quanto questo ci permette di avere un quadro sempre completo di tutte le problematiche e, allo stesso tempo un controllo specifico e ciclico della  dentatura. In genere le mie visite hanno dei tempi più stretti delle consuete visite di controllo dentistiche ed ogni 4/6 mesi sono qua in Istituto per seguire caso per caso. Nella disabilità psichica e psico-fisica è necessaria difatti una costante mediazione “ad hoc” e ciascuno deve essere valutato nelle sue condizioni anatomo-neurofunzionali e cognitive per favorire e potenziare lo sviluppo della persona. Ma la funzione più importante – dichiara la Dott.ssa Manuela Fraschini – è il contatto con il paziente. Un contatto fatto di delicatezza, altissimo rispetto della persona e pieno coinvolgimento dello staff (dalle suore agli educatori). Nei soggetti con forte disabilità anche un singolo movimento della testa, mentre vengono utilizzati gli strumenti odontoiatrici all’interno del cavo orale, potrebbe creare dei seri danni ed è il motivo per evitare al massimo interventi invasivi. Mai le mani immediatamente in bocca, cercare di creare un feeling con il ragazzo, fatto da carezze, fiducia reciproca cercando nei limiti di cancellare il “gap” medico-paziente. La comunicazione è alla base del nostro rapporto e dopo anni siamo arrivati a dei risultati straordinari con ragazzi che prendono queste visite come momenti di “relax” e per me queste sono vittorie grandissime. In questo anche gli educatori, che vivono con loro quotidianamente, rappresentano il primo collante da utilizzare e da “sfruttare” per una più immediata analisi. Tutto ciò, unito ad una sinergia con gli specialisti dell’equipe medica, contribuisce all’attuazione delle odierne riabilitazioni specifiche”.