Il Serafico a Gibuti
Venerdì 23 Aprile 2010 07:46
L’Istituto Serafico ha partecipato, insieme alla diocesi di Gibuti, all’Associazione “Mediterraneo senza Handicap” e al ministero della Promozione della donna e del benessere famigliare di Gibuti, all’organizzazione di una giornata di sensibilizzazione sui problemi della disabilità e dell’handicap dedicata ai paesi dell’Africa orientale. L’incontro si è svolto nella sede dell’hotel Kempiski di Gibuti ed ha visto la presenza attenta e partecipata di responsabili governativi e rappresentanti di ambasciate di Somalia, Eritrea, Yemen, Egitto, Francia, Italia. L’Istituto Serafico è stato rappresentato dalla dottoressa Marchionni, che ha esposto una relazione incentrata sulla “prevenzione quotidiana della disabilità e dell’handicap”. Nella relazione si è focalizzata l’attenzione sugli accorgimenti semplici per la prevenzione di molte malattie che possono procurare disabilità e sugli adattamenti ambientali possibili nella quotidianità, per evitare che la disabilità procuri uno svantaggio sociale, un handicap appunto. Gli altri relatori sono stati: la titolare del dicastero della promozione della donna di Gibuti, la signora Nimo Boulhan Houssein, la responsabile del SETI (Support, Education and Training for Inclusion) del Cairo, dottoressa Madeleine Sabri Azmy, monsignor Giorgio Bertin, vescovo di Gibuti, l’ingegnere Andrea Micangeli, dell’Universtià Sapienza di Roma e suor Michela Carrozzino, che ha presentato l’associazione e descritto, insieme alla psicomotricista Lucia Scarpellini, l’iniziativa di formazione destinata alle mamme di bambini disabili di una cittadina a nord di Gibuti, El Sabie.
In questo luogo infatti, in un edificio della missione cattolica, si è organizzato un centro diurno dove per tutto il mese di Aprile saranno accolte la mamme di bambini disabili e si insegneranno loro semplici accorgimenti, dall’igiene alla postura, a facilitazioni per la comunicazione.
Gibuti è un paese con un clima molto ostile per il caldo e l’umidità e molto povero, pertanto l’iniziativa segue coerentemente gli obbiettivi dell’istituto Serafico di dedicare ascolto ed aiuto competente agli ultimi degli ultimi.




