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Convegno CEI

L’uomo di fronte al mistero della sofferenza è la tematica trattata al XII Convegno Nazionale della Pastorale della Sanità dal titolo “Passio Christi, passio hominis” organizzato dalla CEI e tenutosi a Torino dal 15 al 17 Aprile, cui ha partecipato una delegazione dell’Istituto Serafico. La parola e la cultura, il pensi...ero filosofico e teologico,i carismi a servizio dell’uomo sofferente sono stati i tre filoni in cui si sono sviluppati i lavori. L’assemblea che si è tenuta al centro Congressi “Santo Volto”di Torino ha visto riunite oltre 800 persone tra direttori degli uffici diocesani di pastorale sanitaria, operatori pastorali,rappresentanti di associazioni, medici ed altre categorie della sanità, così come giuristi, filosofi, persone di cultura e tanti altri interessati all’argomento.
Il Presidente della CEI, Cardinale Bagnasco, nella sua relazione di apertura ha sottolineato che la qualità della vita non deriva primariamente dalla efficienza della persona, dall’esercizio delle facoltà e dei talenti, ma è qualcosa di intrinseco in quanto ogni vita umana è in se stessa un valore indisponibile. La fragilità e la debolezza umana chiedono alla società nel suo complesso una presa in carico fatta di competenza ed amore. E’ questa la vera risposta alla sofferenza comunque segni la vita umanaLa nostra prossimità, la rete di relazioni amorevoli e quotidiane che la vita sofferente richiede e che, a volte, invoca silenziosamente, costituiscono il nucleo forte della qualità del nostro servizio. Accanto al malato la speranza non deve essere mai negata e la risposta cristiana al mistero della sofferenza non è una spiegazione, ma una presenza. Questo il messaggio che il Cardinal Bagnasco ha affidato all’assemblea.La missione nel campo della medicina intesa in senso cristiano è quella di avvicinarsi alla sofferenza con la presenza, l’ascolto, il dialogo al malato, oltre che con cure e professionalità. E’ necessario personalizzare l’approccio e passare dal “curare” al “prendersi cura” nell’ottica di considerare la persona nella totalità del suo essere. Operare per la difesa della vita e per la vita è il suggerimento più ampio offerto agli operatori della sanità. La carta per gli operatori sanitari di ispirazione cristiana in alcuni passaggi così recita. "il servizio alla vita è tale solo nella fedeltà alla legge morale, che ne esprime esigentemente il valore e i compiti"; l’operatore sanitario "[...] attinge le sue direttive di comportamento a quel particolare campo dell’etica normativa che oggi viene denominato bioetica. In esso, con vigile e premurosa attenzione, si è pronunciato il magistero della Chiesa, in riferimento a questioni e conflitti sollevati dal progresso biomedico e dal mutevole ethos culturale. Questo magistero bioetico costituisce per l’operatore sanitario, cattolico e non, una fonte di principi e norme di comportamento che ne illumina la coscienza e la orienta — specialmente nella complessità delle odierne possibilità biotecnologiche — a scelte sempre rispettose della vita e della sua dignità".