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La storia

Il primo nucleo dell’Istituto Serafico ha inizio il 17 settembre 1871 ad Assisi, in un palazzo prospiciente la Basilica di S. Francesco. Il suo fondatore, il frate francescano San Lodovico da Casoria, si fece carico di accogliere ragazzi sordi e ciechi, da lui definiti “creature infelici e abbandonate”, nella convinzione che anche essi potessero avere un futuro.


Nella sua azione fu affiancato dai Frati Bigi della Carità e dalle Suore Elisabettine Bigie, Istituto religioso da lui stesso fondato. Nonostante le grandi difficoltà degli inizi, l’opera di San Lodovico è stata in grado di coniugare l’assistenza dei ragazzi ospiti con la loro educazione ed istruzione, mantenendo sempre viva la preoccupazione per la loro integrazione sociale.


Ai sordomuti quindi fu data la possibilità di apprendere un mestiere produttivo; così, dal Serafico uscirono sarti, calzolai, fotografi, falegnami, intagliatori, ceramisti, operai. I non vedenti, invece, impararono la lettura mediante il sistema Braille e la musica conseguendo diploma di insegnanti, organisti e maestri di musica.

Nel 1912 assunse la direzione dell’Ente Padre Giovanni Principe, un frate Bigio di grandi qualità spirituali e intellettuali che, in pochi mesi, grazie alla sua operosità ristrutturò l’interno dell’Istituto rendendo gli ambienti, oltre che adeguati alle esigenze dei ragazzi ospiti, anche il più confortevole possibile perché risultasse un ambiente piacevole e familiare.


Nel 1923 fu approvata la legge sull’istruzione obbligatoria dei ciechi e dei sordomuti e due grandi associazioni, l’Unione Italiana Ciechi e la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, acquisirono potere contrattuale ed efficacia operativa: padre Principe iniziò una stretta collaborazione che tuttora si mantiene.


La popolazione del Serafico cominciò ad arricchirsi di ragazzi che, oltre alla cecità ed alla sordità, presentavano ritardo mentale e altre patologie il cui trattamento non rientrava, inizialmente, nelle finalità dell’Opera. Nel 1926 i ciechi, riuniti in Umbria ad Assisi, in congresso internazionale, approvarono l’adeguamento dell’Istituto ad accogliere anche ragazzi con handicap plurimi.

Per rispondere alle nuove esigenze, fu necessaria la costruzione di una nuova sede il cui progetto fu affidato Ugo Tarchi, lo stesso architetto che aveva curato il restauro della Cripta della Basilica di S. Francesco. La realizzazione della sede fu possibile grazie alla generosità di donatori privati e all’intervento delle autorità locali e nazionali.


I lavori iniziarono nel 1935 e si conclusero nel 1940. Padre Giovanni Principe non riuscì ad avere la gioia di vederla abitata dai suoi ragazzi: morì all’improvviso il 19 novembre dello stesso anno, nel giorno del collaudo.


Il 13 giugno 1947 i Frati Bigi lasciarono la direzione dell’Istituto. La Santa Sede la affidò allora ai Padri Rogazionisti, per la loro esperienza nel campo dell’educazione morale, professionale e spirituale dei giovani; in quel periodo, l’Istituto ospitava oltre 200 ragazzi disabili. I nuovi gestori aggiornarono l’impegno nella didattica e nelle attività occupazionali e curarono l’assistenza sanitaria. Ad affiancarli, nel 1949, furono chiamate le Suore Francescane Elisabettine di Padova.


Nel 1972 i Padri Rogazionisti, per mancanza di personale nella loro Congregazione, rinunciarono alla gestione dell’Istituto. La Santa Sede affidò, allora, la direzione dell’Istituto al Vescovo di Assisi.

Negli anni ’70 in Italia si operarono importanti scelte legislative per facilitare l’inserimento dei disabili all’interno delle scuole normali (L. 118/1971 e L. 517/1977).


Nel 1975, l’Istituto decise, quindi, di dedicare la propria attività di riabilitazione ai non vedenti con pluriminorazione, ponendosi così, primo in Italia, come centro pilota per la sperimentazione metodologica, scientifica e organizzativa nel campo dell’handicap grave.


Dopo alterne vicende, nel 1988 la Santa Sede decretava di porre l’Istituto “sotto la diretta giurisdizione del Vescovo diocesano di Assisi” e approvava il nuovo statuto dell’Ente, riconosciuto civilmente nel 1989.

A seguito del devastante terremoto che colpì l’Umbria, nel settembre 1997, l’Istituto subì danni gravissimi, sia strutturali che materiali, che lo resero inagibile per mesi.


I ragazzi furono immediatamente spostati in strutture provvisorie e l’opera di ricostruzione iniziò in tempi brevissimi, anche grazie alle tante donazioni che hanno lo hanno sostenuto. Durante la ricostruzione il Serafico è stato ulteriormente rinnovato, in modo da poter erogare agli utenti, servizi sempre migliori ed un più elevato livello di intervento.


Oggi vanta di essere un Centro d’eccellenza del nostro Paese per l’altissima qualità dei servizi e la competenza del personale. Il valore delle attività dell’Ente è stato riconosciuto e ratificato con la Certificazione del Sistema Qualità ISO 9001 e SA8000.