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Il Messaggero - Al Serafico anche l'acqua fa miracoli

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Messaggero del 14/02/2010

"All' Istituto Serafico anche l'acqua fa miracoli"

ASSISI - L’acqua come strumento di riabilitazione. L’acqua per superare le gravi pluriminorazioni, soprattutto sensoriali, causate dalla cecità, dalla disabilità infantile o dai ritardi neuro-psicomotori. Una full-immersion di «tipo relazionale», come ci spiega la fisiatra Marina Menna, che subito dopo aggiunge «nel caso di disabilità gravi l’acqua diventa strumento di relazione comunicativa. Da qui la sua versatilità ad essere utilizzata in moltissime condizioni patologiche di pertinenza neurologica, ortopedica, cognitiva, comportamentale a diversa espressività disabilitante. Questo giustifica la sua applicazione anche in casi di gravissime disabilità multiple con compromissione sensoriale visiva ed uditiva, come quelle presenti all’interno del nostro istituto “Serafico”. Qui ci sono bambini e ragazzi che, per la loro menomazione visiva o uditiva, sviluppano comportamenti di estrema chiusura relazionale. Con l’acqua si rasserenano, mostrano con la mimica di essere o meno disposti al contatto corporeo, comunicano accettazione o rifiuto, bisogni ed emozioni».
Nella piscina terapeutica, dove acqua e ambiente sono a 34 gradi, si è svolto pure un altro “miracolo”: grazie al personale sanitario ed educativo altamente specializzato, è stato avviato il programma sportivo internazionale delle Special Olympics. Un’esperienza unica in Italia per i suoi casi di “atleti” gravemente compromessi. Dal giovane direttore generale, Giocondo Leonardi, al team degli operatori e dei genitori, tutti vanno orgogliosi di questo risultato. «All’interno della nostra piscina terapeutica -dice la Menna- se gli ospiti sono in grado di acquisire abilità sempre più evolute, possono raggiungere importanti obiettivi nell’ambito delle opportunità di inclusione sociale. E’ stato possibile per alcuni, infatti, trasformare l’attività riabilitativa in senso stretto, in attività fisica adattata e procedere fino alla tappa successiva che è quella della partecipazione sportiva. Alcuni ragazzi non vedenti con associate altre disabilità, hanno potuto partecipare al circuito Special Olyimpics per la categoria “nuoto”. I risultati delle gare, oltre che sulla socializzazione e partecipazione, hanno mostrato per i nostri utenti “atleti” una ricaduta positiva sulla qualità della vita e sull’evoluzione palese dei protocolli di riabilitazione».  Adesso, visti i risultati, il “Serafico” guarda al futuro, sdoganando esperienze e progetti internazionali per le Special Olyimpics.
Con Claudio Iacono e lo stagista Alessio Vissani, abbiamo visitato anche il laboratorio di ceramica, dove si sperimentano e affinano le attività manuali e tattili. Molti oggetti sono realizzati a tutto tondo.