Corriere dell'Umbria - Handicap fuori dal ghetto
del 13/03/2010
Handicap fuori dal ghetto
Proposta di “Dignità e cittadinanza reale della persona con disabilità”
Gli atti del convegno verranno presentati il 20 marzo
ASSISI (fla.pag.) – “I progressi medici ci hanno reso così bravi da riuscire a salvare i neonati disabili, peccato che non ci sia altrettanta bravura – anche politica, forse perché i disabili non hanno una voce forte – quando bisogna scoprire cosa fare di loro”. Così Fiametta Marchionni, neuropsichiatra responsabile della formazione dell’istituto Serafico di Assisi, ha voluto concludere la presentazione della giornata di studio (il 20 marzo) nel corso della quale verranno presentati gli atti del IV congresso internazionale dal tema “Dignità e cittadinanza reale della persona con disabilità”, convegno organizzato dall’associazione Mediterraneo senza Handicap, di cui il Serafico è partner, patrocinato dal Ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali e dal Comune di Assisi, nel quale verranno trattate tre grandi aree tematiche, “La cittadinanza difficile”, “La coscienza vulnerabile”, “Dalla frantumazione dell’indifferenza alla partecipazione”. “Non bisogna pensare alla disabilità come un problema a parte – ha Marina Menna, fisiatra e direttore tecnico del Serafico – né bisogna ghettizzare i disabili, perché tutti, un giorno, potremmo diventarlo: per questo, è necessario pensare a soluzioni valide e a politiche inclusive che abbiano al centro le persone e che esplicitino la potenzialità di ogni singolo disabile, non incasellando le malattie solo dal punto di vista medico, ma studiando quanto manca al disabile per poter essere – nei limiti del possibile – autosufficiente e produttivo. “Bisogna avere – ha detto Fiammetta Marchionni – la lungimiranza di investire sulla salute del disabile, tenendo presente che il concetto di sostegno varia non solo a seconda della malattia, ma anche del contesto culturale in cui ci si trova a operare”. “Il convegno di venerdì – ha concluso la Marina Menna – non sarà solo un momento di studio sul lavoro svolto, ma anche proposta e di sensibilizzazione, con l’auspicio che da Assisi parta un forte messaggio di solidarietà e fraternità”.




