Il Messaggero - Da Marsiglia ad Assisi
del 14/03/10
di Gilberto Scalabrini
ASSISI – Da Marsiglia all’istituto Serafico di Assisi. La risonanza di un convegno internazionale sulla “dignità e cittadinanza reale della persona con disabilità”, organizzato dell’associazione “Mediterraneo senza handicap”, approda, dopo le tappe a Tunisi, Lisbona e Malta, nella città di San Francesco. Lo scopo è di sostenere e diffondere una nuova cultura della disabilità per dare risposte adeguate ai bisogni globali, favorendo la prevenzione, la riabilitazione, l’integrazione sociale, la solidarietà socio-sanitaria, la ricerca scientifica, l’istruzione, la formazione e l’orientamento professionale degli operatori.
L’importante giornata di studio, che si svolgerà sabato prossimo, 20 marzo, è stata presentata all’istituto Serafico dalla fisiatra Marina Menna e dalla neuropsichiatra Fiammetta Marchionni. I temi trattati saranno la cittadinanza difficile, la coscienza vulnerabile e dalla frantumazione dell’indifferenza alla partecipazione. In pratica un grande messaggio d’amore, ma anche una grande confronto fra esperti, che offriranno le loro nuove esperienze al mondo della scuola e dell’università. Un messaggio rivolto soprattutto ai giovani, poco sensibili su questi temi. La sveglia suonerà anche per i politici, per i quali - commentano gli addetti ai lavori - risolvere i problemi di un disabile significa spesso soltanto dare aiuti economici, mentre in realtà c’è anche bisogno di un sussidio concreto che permetta di realizzarsi e quindi di integrarsi.
«Il loro futuro ci appartiene - spiega la Menna - perché i disabili non sono una categoria a parte. Disabili si nasce, ma si può anche diventare, quindi non è una classe ghetto. Pertanto, vanno realizzate politiche inclusive per ampliare l’effettiva fruizione dei loro diritti. Questa è la cittadinanza reale!».
La neuropsichiatra Marchionni scivola sulla diagnosi della malattia e osserva che è importante «capire che cosa rende lontana la persona da ipotesi di autonomia nell’esistenza quotidiana. In altre parole, occorre individuare le potenzialità residue e scoprire cosa manca per esprimerle al meglio. Anche le famiglie porteranno a questa giornata la loro voce di partecipazione in modo attiva».
Insomma, il nuovo percorso dottrinario della cartella clinica e di quella sociale è l’analisi della disabilità in senso positivo e dinamico, al fine di incrementare le capacità residue e soddisfare i bisogni di sostegno. «Da questa giornata di studio - conclude la Menna - ci aspettiamo un forte confronto, perché la disabilità non va affrontata solo dal punto di vista clinico, ma anche globale».




