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 lunedì 25 settembre 2017

Epilessia: ascoltare Mozart previene le crisi

Presentati a Cambridge i primi sorprendenti risultati dello studio realizzato dall’Unità di ricerca dell’Istituto Serafico di Assisi, coordinata dal direttore sanitario Sandro Elisei,
Poche note della sonata K 448 del compositore austriaco, ascoltate ogni giorno, ridurrebbero di quasi il 21% la frequenza delle crisi.
L’Effetto Mozart potrebbe diventare l’ultima frontiera della speranza per gli oltre 60 milioni di persone nel mondo colpite da questa malattia.
Ascoltare Mozart può aiutare chi soffre di epilessia a prevenire nuove crisi. A svelarlo è lo studio clinico “Effetti della musica sulla frequenza delle crisi in soggetti istituzionalizzati con disabilità intellettiva profonda ed epilessia farmacoresistente” dell’Istituto Serafico di Assisi, centro specializzato nella riabilitazione, cura ed educazione di bambini e ragazzi con gravi disabilità fisiche e cognitivo comportamentale, presentata alla “6th Cambridge International Conference on Mental Health 2017”, a Cambridge.
Secondo la ricerca, illustrata dal nostro Direttore Sanitario Sandro Elisei, l’ascolto indotto della Sonata K 448 di Mozart, avrebbe degli effetti benefici nel trattamento dell’epilessia. L’unità di ricerca del Serafico di Assisi, ha constatato che, nei soggetti affetti da epilessia farmacoresistente in aggiunta a una severa disabilità intellettiva, ascoltare la sonata di Mozart ridurrebbe il rischio di ricaduta. In 1 paziente su 2, la melodia del compositore austriaco, porterebbe a una riduzione di circa il 21% delle crisi epilettiche e, nel 10% dei casi si è assistito alla loro scomparsa. La musica inoltre porterebbe a un miglioramento delle abilità comunicative, verbali, motorie, emotive e sociali. Ecco perché si parla di “Effetto Mozart”.
Da tempo riconosciuta come “malattia sociale”, l’epilessia è una patologia neurologica che si manifesta sotto forma di “crisi”, disturbi improvvisi e transitori, causata da una alterata funzionalità dei neuroni. È una delle malattie più diffuse al mondo, al punto che anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’ha inserita tra gli obiettivi prioritari contenuti nel “Piano d’azione 2013-2020” sollecitando gli Stati membri a un maggiore impegno nel campo della ricerca scientifica . Nel mondo, ci sono circa 65 milioni di persone, bambini, giovani adulti e over 65 che soffrono di crisi epilettiche. In Italia, il dato si attesta a mezzo milione di persone, con più di 30.000 nuovi casi accertati ogni anno.
L’epilessia è una malattia neurologica caratterizzata dall’insorgenza di manifestazioni cliniche (cosiddette “crisi”) dovute a scariche anomale delle cellule nervose di una particolare regione cerebrale. Le crisi insorgono di solito spontaneamente, sono improvvise, si ripetono nel tempo, possono avere aspetti diversi a seconda della zona cerebrale interessata, ma in genere sono identiche nello stesso soggetto, sono di durata variabile e spesso seguite da fenomeni come sonnolenza, confusione o agitazione. E’ una malattia che può essere curata nella maggioranza dei casi con farmaci specifici; esistono tuttavia forme particolari che non rispondono alla terapia farmacologica”, spiega Sandro Elisei, direttore sanitario dell’Istituto Serafico di Assisi.